27/03/2010

alimentare la rete degli italici nel mondo



"Proposta 3 (8 agosto 2008)
La terza proposta riguarda l’italian way, il made in Italy, il senso dell’Italia. Spostandoci su un terreno nuovo e poco praticato, nutrendo una rete di italici nel mondo che già esiste. L’uscita del piccolo libro Italici. Il possibile futuro di una community globale sancisce in modo definitivo la lunga gestazione dell’intuizione che Piero Bassetti ebbe circa 15 anni fa quando tra la diffidenza generale avviò il lavoro sul concetto di italici, e cioè di una comunità globale di circa 150 milioni di persone che nel mondo esprimono non solo uno stile di vita ma anche uno stile di pensiero all’italiana, che possiamo definire italian way e che va molto al di là del made in Italy e della nazione italiana chiusa nei suoi confini. Il libro si articola a partire da una lunga intervista rilasciata recentemente da Piero Bassetti in cui vengono ricordati tutti i passaggi evolutivi dell’italicità e si conclude con un Manifesto dei glocalisti, in cui vengono ripresi alcuni snodi del pensiero e della teoria della complessità che tanto ha influito nell’elaborazione dell’antropologia post-coloniale. Ciò che rende straordinariamente fertile e originale il lavoro di Bassetti è l’applicazione di questi concetti alla realtà e alla cultura italiana nel mondo, che l’autore definisce come diaspore e che si dimostrano perfette interpreti di quella che noi abbiamo definito la strategia del colibrì. Bassetti paragona la comunità globale italica a un Commonwealth di culture, di esperienze, di ideali, una ricerca di comunanza di tutte le genti che abbiano una radice italiana, e – aggiungiamo noi – che abbiano quella sensibilità, quel gusto, quel modo di pensare, che costituisce uno straordinario asset nel mondo per sostenere una visione dell’esistenza più vicina ai valori del Terzo Rinascimento: in un mondo della conoscenza in cui sia l’innovazione il momento nel quale il sapere e il potere si incontrano per fare il costume, i valori, la storia. La proposta allora è quella di completare la rete italica con interventi, suggerimenti e idee che possa nutrire questa visione aiutando l’Italia a diventare punto di riferimento mondiale per il lancio di un Terzo Rinascimento." dal blog di Francesco Morace