20/07/2008

O talento da Italia em produzir felicidade cotidiana


O mercado da excelencia cotidiana.

Os tres setores de referencia: vestuario, decoração e alimentação.

A vocação estetica, a capacidade de " perceber" as sensações.

A criatividade cotidiana e espontanea.
O novo Renascimento e a tarefa do talento e da criatividade italiana nos mercados emergentes.

" Si é verdade , como nos acreditamos, que estamos nos encaminhando para uma sociedade das emoções e das sensações, a Italia tem hoje a estraordinaria oportunidade de emergir novamente, com sua propria competencia estetica ilimitada, e com o proprio baricentro no sentido do bom gosto cotidiano."
Os sociologos são frequentemente consultados como oraculos, para decifrar o tempo que se foge.
Francesco Morace (http://www.futureconceptlab.com/) é uma fonte de inspiraçãopara nos.Tem visão, intuito, sabe interpretar os fenomenos e tem uma perspectiva internacional.
Apesar de ser um sociologo e não um business consultant, é muito ouvido pelas empresas preocupadas em interpretar os fenomenos emergentes
Nesta entrevista oferece uma panoramica cheia de otimismo sobre o real potencial economico e cultural daquele que ele mesmo define o Terceiro Renascimento italianio.
O Sentido da Italia. Istruções para o terceiro milagre economico.Il Senso Dell’Italia. Istruzioni per Il terzo miracolo italiano.
Intervista a Francesco Morace del Future Concept :///7thFloor: Neste momento de crise e de grande preocupação politico-institucional, a Italia tem a possibilidade de se propor no exterior com uma nova visão?///Francesco Morace: A Italia é o pais no mundo-junto com o Japão- no qual a vida é mais longa. A Italia é o pais no mundo no qual mais se gostaria de viver- pelo menos por um periodo da propria vida( de uma recente pesquisa internacional em 70 paises do mundo)
A Italia é provavelmente o pais no qual a qualidade de vida " privada" ( come se come, como nos vestimos, como se vive em familia, como se frequentam os amigos...) é a mais alta no mundo.
A Italia é ainda hoje o pais no qual em muitos setores as coisas se fazem bem pelo simples gosto de fazelas bem, segundo o classico criterio artezanal. A Italia é o pais no qual a felicidade dos singulos individuos poderia ser conseguida com facilidade..." Somos os maiores produtores mundiais de sensações" escreve Beppe Severgninii no seu agradavel " A cabeça dos italianos"
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, ultimo capitolo di una lunga riflessione di questo autore sui nostri vizi e virtù.Eppure l’Italia continua ad essere un paese in cui i cittadini esprimono risentimento, sfiducia, pessimismo ai limiti dell’auto-lesionismo: siamo in presenza di un paradosso. Il paradosso italiano. Uscire dal paradosso significa proporsi finalmente con mente libera e consapevoli delle nostre qualità che all’estero ci vengono riconosciute, e che noi invece non riusciamo a elaborare. E’ da qui che bisognerebbe ripartire.7th - Domanda:C’è ancora uno spazio per un ruolo internazionale di rilievo dell’Italia, nel panorama della globalizzazione ?Collezione Prada 2008L’Italia nei prossimi anni potrebbe giocare un ruolo completamente nuovo nello scacchiere internazionale, se solo vorrà e saprà valorizzare il proprio straordinario talento nel produrre felicità quotidiana. In questa missione la ‘vocazione estetica’ italiana dovrà acquisire una centralità che fino ad oggi non ha avuto, privilegiando il modello produttivo e culturale che ha saputo creare nei secoli, dal Rinascimento in poi.Bisogna comprendere che la fonte più straordinaria dell’identità italiana potrà essere rappresentata proprio dal Rinascimento: quindi non da un Evento Fatale ma da una intera fase della nostra storia in cui, pur non esistendo ancora l’Italia come Stato-Nazione, si sono coagulati tutti gli elementi che diventeranno poi il codice genetico della nostra italianità, e i nostri valori nascosti che producono qualità di vita:il Vitalismo Plurale, la Creatività Ricreativa, l’Intelligenza Relazionale, l’Universalismo Particolare.Domanda:Su quali settori l’Italia deve puntare per sostenere questa sua rinascita?Dal Rinascimento storico ad oggi, è importante ricordare come le “3 A” che caratterizzano la qualità della vita nelle società avanzate (Abbigliamento, Alimentazione, Arredamento) siano anche i tre settori in cui l’Italia e gli italiani non hanno rivali nel mondo, e che dovranno essere rilanciati ripartendo da una ‘visione italiana del gusto’. Questi settori sono accomunati da una sola, grande chiave di lettura: l’Estetica.Laddove per estetica non si intende solo lo stile e l’immagine (anche i francesi e i giapponesi sono maestri in queste aree), ma soprattutto la capacità di “sentire” tipica degli italiani (estetica deriva dal greco estesis=sensazione), che ne rappresenta l’espressione più alta e completa. Il senso dell’Italia. Se, come pensiamo, ci stiamo avviando verso una società delle emozioni e delle sensazioni, l’Italia ha la straordinaria opportunità di emergere nuovamente, con la propria sconfinata competenza estetica, e con il proprio baricentro nel gusto quotidiano.E’ necessario un percorso attraverso la storia, la geografia, la cultura popolare e materiale, l’arte e la letteratura del Belpaese, per comprendere le radici profonde di una filosofia di vita, di un genius loci che produce il bello in modo incessante, a volte inconsapevole: sia a nord che a sud. Questa comprensione non è possibile senza una esplorazione dei modi di produrre, della vita dei distretti industriali che costituiscono il tessuto più vitale della società italiana, e di un “saper fare” eccellente che discende dal modello felice della bottega rinascimentale.Il modello Italia, che nasce dal modo di vivere italiano, fondato su uno stile di pensiero “estetico” (fondato sulle sensazioni e sull’intuizione del bello), su una filosofia di vita e non su uno stile di vita, e che per questo non può essere ridotto a sistema, con i creativi e le aziende che lo rappresentano, può in questo quadro giocare un ruolo dirompente e innovativo, pur nel solco della propria tradizione, che parte dal basso, dal territorio, dai distretti e dalla tipica creatività ri-creativa che caratterizza il genius loci italiano. Il senso stesso dell’Italia.Domanda:Da cosa bisogna partire per avviare una riflessione avanzata su questi temi ?
Il modo migliore per cogliere la specificità della componente creativa in Italia è riflettere sulla diversità che ha assunto in Europa il concetto stesso di creatività:dalla creatività inattuale della Germania, alla creatività teatrale della Spagna, dalla creatività integrata della Francia alla creatività antagonista della Gran Bretagna: senza parlare della creatività “atletica” tipica degli Stati Uniti o di quella “cerimoniale” che caratterizza l’arcipelago nipponico. In Italia emerge invece una creatività quotidiana e spontanea.Associare il gusto per il cibo con quello per la parola e il pensiero creativo ad esempio non è - in questa prospettiva - un’operazione arbitraria (e non si dimentichi neppure che il verbo latino “sàpere” avere sapore corrisponde a sapère): in Italia l’essere saporito e l’essere sapiente si identificano, elevando il concetto stesso di gusto che diventa ri-creativo anche perché ricrea le condizioni della felicità ripetuta del quotidiano.E poi in Italia - durante il Rinascimento - comincia ad essere riconosciuto il talento, come qualità squisitamente individuale e non ereditaria. Furono infatti gli artisti del Rinascimento i primi a mettere in discussione l’ereditarietà della fama valorizzando il talento personale. E’ da questi temi che bisogna ripartire…Domanda:Come le aziende possono rigenerarsi attivando nuovi progetti e proponendo nuovi business?
In questo momento è importante produrre delle alternative culturali al modello di sviluppo delle grandi aziende e più in generale delle società industriali avanzate, non solo per il bene del mercato ma anche e soprattutto per uno sviluppo più sano ed efficace delle stesse realtà manageriali.Ciò è avvenuto in questi anni per le aziende coinvolte nel sistema moda o design italiano, che non lavorano per omologazione ma per distinzione, che non seguono percorsi standardizzati ma per improvvisazioni creative, che non ragionano per ruolo ma per esperienza personale, che non propongono gerarchie consolidate, ma collaborazioni in divenire.Non stiamo parlando solo del lusso (in cui peraltro l’Italia è leader con il 30% del mercato globale, sopravanzando i cugini francesi che ne detengono il 25%, come dimostra la bella ricerca del Politecnico di Milano presentata nel libro “Lusso versus design”), ma soprattutto del mercato dell’eccellenza quotidiana, accessibile quindi a strati molto più ampi di consumatori nel mondo (molti possono comunque permettersi un caffè illy tutti i giorni…).E’ necessario in questo caso chiarire la differenza tra lusso (che definisce comunque un eccesso e una rarità) e qualità eccellente, che nel modello italiano assume tanta più importanza quanto più è ripetuta, ripetibile e accessibile. Questo sistema di moltiplicazione e trasferimento permanente di qualità - che potrebbe costituire un modello alternativo sia a quello americano adottato dal mercato del largo consumo, che a quello francese più squisitamente elitario - avrebbe però bisogno di una capacità di ricerca conoscitiva - e non solo creativa - più sistematica e profonda.In questa prospettiva - anche nella realtà italiana - si tratta di immaginare dei nuovi percorsi per rendere possibile questo modello di democratizzazione della qualità che gli italiani vivono quotidianamente (pensiamo a come si mangia o si vive nelle nostre case…). Bisogna lavorare ad un’ipotesi creativa di re-interpretazione del mondo in cui le persone, le aziende e le istituzioni siano “messe in condizione” di vivere meglio, proponendo rinnovati “punti di esperienza eccellente”, in cui - siamo sicuri - le estetiche italiane acquisirebbero una nuova centralità.E’ qui che si giocherà la sfida produttiva e commerciale dei prossimi anni.Francesco Morace presidente del Future Concept LabQuesti temi sono approfonditi nel numero in stampa di 7th Floor, ma soprattutto nell’ultimo libro di Francesco Morace tra poco in libreria e dal titolo, appunto: “Il senso dell’Italia. Istruzioni per il terzo miracolo italiano“.fonte:Andrea Genovese -http://www.7thfloor.it/2008/02/04/morace-future-concept-lab-senso-italia-estetica-eccellenza-modello-imprese/IN UN BREVE SAGGIO IL SENSO DELL’ITALIA DI FRANCESCO MORACE
Milano, 17 marzo 2008 - In questo breve saggio di 140 pagine, Il senso dell’Italia, Francesco Morace, sociologo e presidente del Future Concepì Lab, istituto di ricerca specializzato in analisi delle tendenze, vede l’Italia come protagonista globale, se solo vorrà e saprà valorizzare il proprio straordinario talento nel produrre felicità quotidiana. La sfida che ci aspetta è quella di produrre nuove estetiche e qualità di vita che compensino il crollo del comunismo, e l’agonia dello standard americano alla Mcdonald’s: l’Italia in particolare si troverà in prima linea in questa sfida (tratto dal volume “Il senso dell’Italia” di Francesco Morace). In questa missione la “vocazione estetica” italiana dovrà acquisire una centralità che fino ad oggi non ha avuto, privilegiando il modello produttivo e culturale che ha saputo creare nei secoli, dal Rinascimento in poi. Nel testo, pubblicato da Libri Scheiwiller e già in libreria, si argomenta come la fonte più straordinaria dell’identità italiana possa essere rappresentata proprio dal Rinascimento: quindi non da un “evento fatale” ma da una intera fase della nostra storia in cui, pur non esistendo ancora l’Italia come Stato-nazione, si coagulano e convergono tutti gli elementi che diventeranno poi il codice genetico della nostra italianità, e i nostri valori nascosti che producono qualità di vita: il Vitalismo Plurale, la Creatività Ricreativa, l’Intelligenza Relazionale, l’Universalismo Particolare, e tutte le altre “virtù” descritte nella prima parte del libro. Dal Rinascimento storico ad oggi, si evidenzia come le “3 A” che caratterizzano la qualità della vita nelle società avanzate (Abbigliamento, Alimentazione, Arredamento) siano anche i tre settori in cui l’Italia e gli italiani non hanno rivali nel mondo, su cui è stato costruito il Made in Italy come secondo Rinascimento, e che dovranno essere rilanciati ripartendo da una ‘visione italiana del gusto’. Questi settori sono accomunati da una sola, grande chiave di lettura: l’Estetica. Laddove per estetica non si intende solo lo stile e l’immagine (anche i francesi e i giapponesi sono maestri in queste aree), ma soprattutto la capacità di “sentire” tipica degli italiani (estetica deriva dal greco estesis = sensazione), che ne rappresenta l’espressione più alta e completa. Il senso dell’Italia. .
fonte:http://www.marketpress.info/notiziario_det.php?art=59663
26/06/08